Titolo: Fight Club - Combatti per sapere chi sei (?)
Regia: David Fincher
Cast: Edward Northon, Brad Pitt, Helena Bonham Carter
Tratto da: Omonimo romanzo di Chuck Palahniuk
Ecco un film che ha fatto storia. Nonostante il pressochè nullo successo al botteghino, la pellicola ha avuto la sua consacrazione con l'home video, divenendo un film culto. Il regista del famoso triller poliziesco Seven ci lascia tra le mani una vera chicca, che scava nei meandri più reconditi di una generazione opulenta e drogata di quotidianità. Il montanggio delle scene, la recitazione perfetta di Northon, le omissioni geniali che si colgono solo dopo che si è rivisto il film un paio di volte (Non viene mai detto il nome della città in cui si svolge la trama, come a voler far capire che potrebbe succedere ovunque) danno spessore ad una trama già di per se intrigante, che vede un misero impiegato di una compagnia tal dei tali vivere una situazione che molti di voi avranno già vissuto. L'essere intrappolati nel proprio tran tran, contornato di mobili a basso costo dell'Ikea e viaggi stressanti per lavoro. Come sopravvivere? Come mantenere una sorta di sanit mentale che diviene ogni giorno più utopistica? E' buffo come la soluzione ci venga data da un Brad Pitt nei panni di un selvaggio no-global, pronto a tutto pur di minare le fondamenta del capitalismo e della civiltà moderna.
"Tu non sei il tuo lavoro. Non sei gli abiti che indossi, non sei il tuo conto in banca" è una delle tanti, geniali frasi che andrebbero citate anche solo per
invogliare voi lettori a vedere questo film. Partire dal nulla, da una semplice rissa in un semplice parcheggio di un semplice bar, e ritrovarsi coinvolti in qualcosa molto più grande di noi stessi, ecco cosa accade al povero Edward Northon. Sfogare la rabbia, la frustrazione, tutti i sentimenti che normalmente si reprimono e nascondono, in un lurido scantinato, intriso del puzzo del sudore misto al sangue. E' un film geniale, che merita di essere visto, e merita di essere ricordato.
«Siamo i figli di mezzo della Storia. Non abbiamo nè uno scopo nè un posto.»