Titolo: Die Hard - Vivere o Morire
Titolo Originale: Live Free or Die Hard
Regia: Len Wiseman
Cast: Bruce Willis Timothy Olyphant Justin Long Maggie Q
Distributore: 20th Century Fox
Partiamo innanzitutto dal titolo e specifichiamo che: il titolo italiano "
Die Hard - Vivere o Morire" ha poco senso anche dopo il film, a meno che non si consideri quello originale: "
Live Free or Die Hard". Il significato è lampante solo se ci si basa sul discorso che fanno
John McClane (Bruce Willis) e
Matthew Farrel (Justin Long) a proposito della vita da Eroi e quella di anonimi esseri umani, dopo un esilarante tentativo, da parte di Matthew, di mettere in moto una macchina abbandonata. Matthew domanda qualcosa tipo: "
Perchè non te ne stai a casa e non cerchi di passare tranquillamente il resto della tua vita, invece di farti sparare addosso e rischiare la vita in ogni attimo?"
"
Perchè non c'è nessun'altro che possa fare ciò che faccio io."
"
E' questo che fa di te un eroe."
Da qui appunto il titolo
Live Free (vivi libero, inteso probabilmente come "tranquillo")
or Die Hard (che
suppongo debba significare, in questo caso, qualcosa tipo: resisti alla morte).
Ma il titolo italiano, dopotutto, non è compentenza del buon
Wiseman, che piuttosto che vivere o morire, deve affrontare un'altra scelta: Trama o effetti speciali?
Cominciamo col dire che
Wiseman non è il regista che ha girato i primi
Die Hard e cominciamo anche col dire che
Bruce Willis ha accettato di fare quest'ultimo capitolo perchè ha rivisto, nella sceneggiatura, i suoi primi capitoli. Ad entrambi, però, deve essere sfuggito qualcosa.
Per quanto ci siano elicotteri "affondati" con automobili, Francesi super dopati ("
Chi cazzo è? Spiderman?") e Italiani altrettanto dopati (
Edoardo Costa), ciò che manca è nientepopodimenochè la trama. Una trama assolutamente inconsistente, quella di
Live Free or Die Hard, che probabilmente vuole emulare (o forse no) quelle trame di intrighi tecnologici e attacchi terroristici tramite super computer e super server, ma che viene completamente sopraffatta dalle sparatorie e dalle fantastiche idee strategiche del nostro
McClane.

Tutto comincia con una donna che contatta un hacker per testare un programma di difesa contro altri hacker malintenzionati. Subito dopo
McClane riceve una chiamata dalla stazione di polizia, in cui gli viene ordinato di andare a prelevare un certo
Matthew Farrel e di portarlo alla centrale. Nonostante le domande e i tentativi di dissuadere il commissiario, il nostro investigatore si dirige a casa di
Farrel per poterlo scortare al commissariato. Ma la bella vita dura poco:
John non fa in tempo ad uscire di casa, che si sente sparare addosso ed è costretto a difendersi come solo lui sa fare: tra proiettili e ironia.
Dopo aver salvato il giovane hacker e avergli fatto perdere la casa, si mettono in macchina per poter raggiungere la stazione di polizia, ma lungo la strada ci sono altri previsti: i semafori sembrano essere completamente impazziti e gli automobilisti guidano tranquilli, ignari del fatto che tutte le strade abbiano il verde (bellissima la scena in cui si vedono macchine e mezzi di trasporto che si incornano l'un l'altro). Da qui a qualche minuto a
Matthew Farrel sarà tutto chiaro, si tratta di un "
Saldi a Incendio" ossia una strategia terroristica in cui l'America perde il controllo del Paese, tra trasporti, gas ed elettricità, rischiando di tornare istantaneamente all'età della pietra.
McClane e
Farrel si mettono quindi in marcia per poter impedire che questo attacco terroristico possa andare a buon fine, finchè il nostro super poliziotto non si ritrova ad affrontare la giovane fidanzatina di
Thomas Gabriel (Timothy Olyphant) , il cattivo di turno. E' in questo momento che il suddetto
Thomas comincia a prenderla un po' troppo sul personale, costretto a vedere l'investigatore come reale minaccia per il suo piano terroristico, decidendo, per contro, di rapire sua figlia e sedare il nostro
McClane.
Mentre
John raggiunge i cattivi per salvare la figlia
Lucy,
Matthew cerca di rallentare i cattivi, agendo direttamente sui computer.
Da qui comincia l'inseguimento tra
Bruce Willis e la banda di cattivi intenti a sistemare
Lucy,
Matt e il loro piano terroristico.
Il film, però, termina senza mostrare cosa succede quando le acque si sono calmate,
come e
se qualcuno riesca a rimettere a posto il sistema telematico degli USA e, soprattutto, senza aver dato abbastanza spazio ai cattivi, impedendo la comprensione da parte dello spettatore, circa le reali intenzioni dei terroristi, su come abbiano disposto il loro piano e su cosa avessero intenzione di fare in seguito. L'unica cosa che i cattivi sembrano fare è stare davanti ai computer: nessuno di loro spiega allo spettatore un piano ben definito; nessuno di loro spiega con precisione quali siano i passi da seguire; nessuno di loro prende contatti coi buoni per cercare di spiegare la situazione.
La motivazione è soltanto una:
Die Hard - Vivere o Morire, è solo un insieme di effetti speciali e azione adrenalinica, che per quanto possa aver indotto il nostro
Willis a dire che rispetta i canoni dei vecchi capitoli, sembra ovvio che in realtà rispetti solo le botte e l'azione.
Sarà che
Wiseman ha messo su questo film in quanto
amatore dei vecchi capitoli, ma ritengo abbia puntato troppo sul "vai-e-distruggi".
Oh a proposito: se andate a vederlo non aspettatevi di sentire "Uccido quell'uomo e libero mia figlia. Oppure libero mia figlia e lo uccido. Oppure uccido tutti!" perchè probabilmente è un'invenzione del doppiaggio italiano.
"Ha visto che volo??"
"Certo! Sono stato io!"_________________________________
"Hai abbattuto un elicottero con una macchina!!"
"Avevo finito i proiettili"
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"Che fine ha fatto Mai Lihn?"
"L'ultima volta che l'ho vista era spalmata in fondo alla tromba di un ascensore con un Sub nel culo"
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"Non voglio sbirri nella mia centrale operativa!"
"Ahahah Centrale operitiva? E' una cantina."