 Grievas
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| Titolo: Samurai Champloo Regista: Shinichiro Watanabe Anno: 2004 Episodi: 26
Già dalle prime immagini dell'anime si riconosce la traccia di un famoso Cowboy Bebop; un anime che certamente conoscerenno in molti. Non è un caso, effettivamente, dal momento che Shinichiro Watanabe è lo stesso regista del succitato anime che aveva come protagonista un cacciatore di taglie costretto a vagabondare per lo spazio alla ricerca di qualche soldo con cui sopravvivere. Dalle pistole si passa alle spade e alle katane, con un paio di Samurai accompagnati da una ragazza, un tempo proprietaria di una locanda, che riesce a convincere Mugen e Jin a partire con lei e mettersi sulle tracce di un samurai che profuma di girasoli.
I due samurai sono completamente diversi l'uno dall'altro, hanno stili di combattimento e di vita decisamente contrastanti: Mugen è un rozzo guerriero, selvatico in tutti i sensi e amante del cibo e delle donne, materiale e pragmatico e piuttosto agitato -soprattutto quando combatte-; Jin invece è un ronin che rispetta ogni singolo punto del bushido, nonostante non abbia più un signore a cui donare la propria vita; è pacato, saggio e calibrato, studia ogni mossa e si muove con discrezione, senza agitarsi troppo e rischiare di stancarsi. Fuu, la loro guida, è la tipica ragazza permalosa, appare ingenua ma di tanto in tanto riesce a sfornare qualche idea geniale che salva il fondoschiena ai suoi due compagni; non è particolarmente dinamica e si caccia costantemente nei guai, forse ancor più dei due samurai, che nonostante tutto hanno un valido metodo difensivo. Mugen e Jin si incontrano praticamente subito nella locanda di Fuu, che viene aggredita da una banda appartenente ad una delle potenti famiglie locali e chiede a Mugen una mano, offrendogli un pasto caldo. Mugen naturalmente non si tira indietro e aiuta la ragazza facendo di necessità virtù. Mentre combatte contro la suddetta banda, però, viene a sapere che qualcuno ha ucciso le guardie del corpo del signorotto a cui la banda appartiene ed è in quel momento che Jin fa il suo ingresso nel locale. Come già detto Mugen è piuttosto selvatico e impulsivo, e costantemente desideroso di scontrarsi con un avversario che possa tenergli testa, si dimentica improvvisamente della banda a cui le stava suonando e si lancia all'attacco di Jin.

I due cominciano la loro danza letale senza accorgersi che uno dei brutti ceffi con cui Mugen se la stava prendendo, appicca fuoco al locale della povera Fuu, costringendola a fuggire assieme a tutti gli altri presenti. Forte del suo potere politico, quindi, il signorotto locale fa arrestare il samurai e il guerriero, condannandoli a morte per le offese che hanno arrecato al suo nome. Poco prima della decapitazione, però, sia Jin che Mugen tirano fuori le loro armi segrete e riescono a tener testa a tutte le guardie presenti, almeno finchè Fuu non li raggiunge, facendo esplodere dei fuochi d'artificio proprio nel cortile dell'esecuzione. Liberi quindi dalle grinfie dei cattivi, sono liberi, tutti e tre, di mettersi in viaggio, per cercare un samurai che sembra essere molto importante per la ragazza.
Un anime decisamente degno di lode, nonchè il mio preferito. I personaggi (i tre principali, più che altro) sono caratterizzati alla perfezione e l'azione non manca mai. Un misto tra avventura e commedia, questo Samurai Champloo a cui non ha lavorato solo Watanabe, il regista di Cowboy Bebop, ma anche Kazuto Nakazawa, disegnatore che ha lavorato a Kill Bill Vol. 1 e Mahiro Maeda, disegnatore di Last Exile. La genialità dell'anime, tra l'altra, sta non solo nel fatto di attribuire a Mugen uno stile di combattimento molto simile alla Capoeira, ma anche il fatto di utilizzare, come colonna sonora ritmi completamente Hip-Hop. La cosa all'inizio potrebbe anche dare un senso di contrasto tra l'ambientazione della serie e il secolo attuale, ma vi garantisco che già dalla seconda puntata, la sigla riuscirà ad amalgamarsi perfettamente all'anime, che presenterà anche qualche altra apparizione del genere musicale hip-hop all'interno del cartone stesso. Una serie televisiva assolutamente godibile che vi lascerà attaccati allo schermo dall'inizio alla fine, senza lasciarvi in zone morte o prive di azione mista, talvolta, a comicità. Lo consiglio veramente a tutti. E magari ve ne innamorerete come ho fatto io.
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