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Gomorra
view post Posted on 23/5/2008, 15:35Quote
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Grievas

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/8/2009, 09:18



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Titolo Originale: Gomorra
Cast: Toni Servillo Gianfelice Imparato
Regia: Matteo Garrone
Distributore: 10 Distribution
Durata: 135'
Anno: 16 Maggio 2008

Di film sulle organizzazioni criminali, lo sappiamo, ce ne sono stati tanti, ma la maggior parte di questi erano film di denuncia; film di Bene contro Male; film in cui si raccontava della morte di eroi che combattevano contro queste stesse organizzazioni criminali, consapevoli del pericolo che stavano correndo.
Gomorra, non è niente di tutto questo. Gomorra è un film-documentario che manca della solita lotta Bene contro Male, ma che ruota intorno alla vita di un gruppo di criminali intenti ad arricchirsi, a vivere e a combattere: una lotta Male contro sè stesso, se volessimo vederlo sotto un'ottica scontata.

Il film segue la vita di più personaggi in grado di far capire quali siano le usanze e le abitudini di un'organizzazione criminale gigantesca (come poi verrà specificato dalle informazioni al termine del film): il ragazzino Totò, neo membro di una delle due fazioni; Don Ciro, il cui compito è quello di portare il denaro alle famiglie dei membri finiti in carcere; due ragazzi non affiliati che si sentono autonomi, forti e capaci di mantenere la propria libertà in qualsiasi occasione; Franco, occupato a trovare un sistema per scaricare, smaltire e soprattutto nascondere i rifiuti; Pasquale, semplice sarto che cerca di mantenere la sua famiglia producendo vestiti che verranno spacciati per firmati.
Ognuno di loro aiuta lo spettatore ad ambientarsi in un mondo che è sempre stato descritto marginalmente per lasciare spazio alla controparte politica, una controparte politica che ci aiutava a provare odio (non che sia sbagliato) verso un'organizzazione di cui si vedeva soltanto la facciata. Garrone invece fa entrare nel vivo, fa esplorare e mostra -naturalmente grazie all'omonimo romanzo di Saviano da cui il film è stato tratto- una vita al margine della disperazione, segnata, probabilmente fin dalla nascita di ognuno dei residenti, in luoghi come Scampia: ragazzini la cui unica grande scelta è quella di farsi sparare attraverso un rozzo giubbotto antiproiettili, dopo aver deciso in che "squadra" giocare; famiglie costrette a separarsi tra galera e territori "amici"; giovani ragazzi cresciuti in mezzo alle sparatorie, consapevoli del fatto che l'unico modo per divertirsi sia utilizzare armi di contrabbando rubate; uomini spaventati da minacce di morte o corrotti dal potere dei soldi facili, smistando rifiuti illegali.

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Gomorra, insomma, non è un film che ti spinge all'odio, ma un film che ti spinge a fare domande; è un film in cui il sentimento predominante è la curiosità e un certo senso di raccappriccio, nato non tanto dal modo in cui ognuno dei membri uccide e viene uccis, quanto, appunto, dall'evidente ignoranza di una vita alternativa: non ci sono persone, in questo film -come probabilmente anche nella realtà-, a cui lo spettatore sente dire "da grande voglio fare l'attore" o "...il calciatore", ma solo ragazzini di non più di 15 anni, che discutono di una politica scarna e attinente alla vita del proprio gruppo di appartenza: "Fino ad oggi siamo stati amici, ma un giorno io potrò uccidere te oppure tu ucciderai me"; discorsi inquietanti fatti con una semplicità ed una limpidezza disarmanti, proprio perchè all'ordine del giorno e così comuni in quell'ambiente, da essere scontati e ovvi per chiunque vi ci viva.

Un gran bel film, in sostanza, capace di tenere l'attenzione (e la tensione) sempre alta, anche grazie ai metodi di regia di un bravissimo Garrone: inquadrature sempre in primissimo piano, luoghi tranquilli improvvisamente trasformatisi in inferni di proiettili, intrighi interni capaci di far immaginare allo spettatore quanto sia imminente una risoluzione "decisa". Un atmosfera sempre alta, insomma, che riesce ad essere pesante nei momenti più "tranquilli" e a diminuire nel momento in cui si mietono vittime: la fuga di Don Ciro da Scampia, in cui teme di essere inseguito dai suoi avversari nonostante l'unico a seguirlo sia l'anziano signore a cui rilascia sempre lo "stipendio"; le "prove d'ingresso" dei ragazzini che si fanno sparare addosso senza comunque corerre alcun pericolo; l'ansia di Maria completamente barricata in casa, con il terrore che la costringano ad andare via; la semplice scena in cui i due ragazzi solitari si mettono a sparare in mezzo all'acqua...
Oggettivamente una pellicola piuttosto pesante, che merita comunque la visione di interessati e non, e soprattutto di chi, ormai stanco di film-denuncia sulla criminalità organizzata, teme di doversi sorbire il solito polpettone storico o romanzato.

Vivamente consigliato.

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